Cancro Primo Aiuto ha promosso il libro che racconta l’esperienza del Niguarda durante la prima fase pandemica

Cancro Primo Aiuto ha promosso il libro che racconta l’esperienza del Niguarda durante la prima fase pandemica

 

Emergenza COVID: Niguarda Case-History

Un libro per condividere l’esperienza dell’ospedale nella prima fase pandemica

“Siamo stati come funamboli in equilibrio su un filo… Notti spezzate dal suono di ambulanze…La paura di non potercela fare… la certezza di riuscire a farcela insieme.”

Inizia con queste parole il volume “Emergenza COVID: Niguarda Case-History”, (editore L’Erma di Bretshneider) stampato nel mese di novembre 2020, e scritto dai professionisti di Niguarda (con la cura editoriale e il concept di Elena Fontanella), per raccontare l’esperienza scientifica, culturale e umana dei mesi in cui, tra marzo e giugno 2020, l’Ospedale e tutto il Sistema Sanitario Regionale sono stati coinvolti nel fronteggiare in prima linea la pandemia da coronavirus.

“500 pagine per descrivere le scelte organizzative operate all’interno del nostro Ospedale, i diversi approcci clinici messi in campo per fronteggiare un virus sconosciuto, le piccole-grandi rivoluzioni continue cui andavamo incontro e le attività che ci hanno permesso di garantire la continuità assistenziale per le patologie e le emergenze non COVID” – commenta Marco Bosio, Direttore Generale dell’Ospedale Niguarda di Milano.

Ciò che ne emerge è un Ospedale che ha saputo misurarsi con qualcosa di nuovo e inaspettato, adattandosi ai continui scenari e alle sfide di una malattia imprevedibile. Nei primi 60 giorni i professionisti, sperimentando nuovi modi di lavorare, hanno ricoverato oltre 1.100 pazienti affetti da COVID-19 e accolto circa 10 mila persone in Pronto Soccorso. Sono stati più che triplicati i posti letto di terapia intensiva, è stato potenziato il laboratorio e acquisite nuove apparecchiature e infrastrutture.

Nonostante le difficoltà, si è lavorato per assicurare le cure necessarie a tutti i pazienti, non solo a coloro che erano stati colpiti dal COVID. Con grande impegno, infatti, in quei giorni difficili sono stati realizzati oltre 2.300 interventi chirurgici, soprattutto oncologici, circa 50 trapianti d’organo e ricoverate quasi 800 persone per emergenze neurologiche e traumatiche.

Non si tratta di una monografia autocelebrativa, ma di un’esigenza di condividere quanto accaduto, perché sia uno stimolo per tutti per ripensare a ciò che è stato fatto, valutare le criticità e soprattutto capitalizzare le intuizioni, i progetti e le strategie che ci hanno permesso di reagire, mettere a sistema quanto appreso e crescere.

“Abbiamo ascoltato situazioni precipitare, ma anche situazioni che, in quei momenti così intensi, sono riuscite a dar voce a risorse personali silentiche, in quell’esperienza drammatica, hanno aiutato a rispondere, trasformandoci e migliorandoci”.

Questo il ricordo di uno di quei 4.500 operatori che, con ruoli e in ambiti diversi, hanno fatto la storia di quei giorni. Ed è a tutti loro che è dedicata questa monografia, gli uomini e le donne del sistema sanitario che silenziosamente continuano a lavorare incessantemente con professionalità, abnegazione e responsabilità per onorare come sempre la propria mission: curare ed assistere.

Questa testimonianza è stata realizzata grazie al prezioso contributo dell’Associazione Cancro Primo Aiuto Onlus che, nell’anno del suo 25° anniversario, ha voluto sostenere l’Ospedale Niguarda, dando forma e concretezza a questo progetto, in particolare attraverso le sue aziende associate Avionord, Emme Esse M.S. e Villa Walter Fontana. Un sostegno e una vicinanza che l’Associazione ha dimostrato a tutta la sanità lombarda durante l’emergenza pandemica con interventi diretti sui territori e sulle strutture più colpite.

“Guai a non fare memoria di quei giorni e a trarne i dovuti insegnamenti – sostiene Flavio Ferrari, amministratore delegato di Cancro Primo Aiuto – Per questo abbiamo deciso di sostenere la realizzazione del libro, perché da un’esperienza di questo genere bisogna trarre tanti insegnamenti, a cominciare dalla collaborazione instauratasi a tutti i livelli e alla solidarietà eccezionale che si è potuta toccare con mano”.

“Voglio ringraziare i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, ma anche gli operatori amministrativi e la direzione strategica del Niguarda – conclude Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia- La prima ondata, raccontata in maniera così importante nel libro, è stata un’esperienza fondamentale per gestire al meglio questa seconda fase pandemica. Il Niguarda ha dimostrato una grandissima capacità di essere flessibile, molto veloce nell’aprire posti letto, nell’alleggerire il Pronto Soccorso, per riuscire a ricoverare e quindi curare tutti coloro che hanno avuto bisogno”.

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