Cancro Primo Aiuto, bilancio da record: raccolti quasi 1,4 milioni di euro e fornite 52 mila prestazioni gratuite

Cancro Primo Aiuto, bilancio da record: raccolti quasi 1,4 milioni di euro e fornite 52 mila prestazioni gratuite

Quasi 52mila prestazioni sanitarie fornite gratuitamente, una cinquantina tra medici, psicologi e operatori sostenuti economicamente e messi a disposizione di 30 ospedali, 2.000 parrucche regalate a donne che si sono sottoposte a chemioterapia e cinque auto più un paio di pulmini donati ad associazioni che svolgono il trasporto dei medici per l’assistenza domiciliare o il trasporto dei malati presso le strutture sanitarie per curarsi. Sono solo alcuni dei numeri presentati lunedì 27 febbraio, a Villa Walter Fontana a Capriano di Briosco, dall’amministratore delegato di Cancro Primo Aiuto, Flavio Ferrari, al Consiglio di amministrazione della Onlus che doveva approvare il bilancio 2016 allargato a tutti i soci e a molti amici e sostenitori. Nel corso dello scorso anno l’associazione brianzola, tra i proventi diretti alla Onlus e quelli messi insieme attraverso l’organizzazione di eventi sportivi, è riuscita a raccogliere 1,37 milioni di euro, tutti reinvestiti in iniziative a favore dei malati di cancro.
«Nonostante le difficoltà economiche, siamo riusciti anche quest’anno a crescere – ha commentato Ferrari – E’ aumentato l’ammontare della raccolta e siamo riusciti a coinvolgere un’altra quindicina di sponsor portando a circa 150 le aziende che credono in noi e ci sostengono».
«I risultati ottenuti sono davvero straordinari – ha continuato Antonio Bartesaghi, da pochi mesi presidente di Cancro Primo Aiuto – Sono convinto che l’associazione sia in grado di continuare su questa strada e di dare ancora di più».
E le premesse ci sono tutte, visti i progetti già avviati per l’anno in corso, oltre alle raccolte fondi per gli acceleratori lineari degli ospedali San Gerardo di Monza, Niguarda di Milano e Papa Giovanni XIII di Bergamo che si stanno già portando avanti: nei prossimi giorni, all’Ospedale di Cremona, verrà inaugurata la cosiddetta “Area Donna”, un nuovo reparto, anteprima per la Lombardia, che riunisce i servizi di prevenzione, diagnosi e cura della patologia mammaria e ginecologica, che ha visto la partecipazione alla sua realizzazione di Cancro Primo Aiuto; il Progetto Parrucche verrà esteso a tre nuove strutture sanitarie, il Niguarda di Milano, il San Martino di Genova e l’Ospedale di Cremona; e verranno realizzate 15 nuove camere di degenza presso l’Hospice dell’Ospedale Sacco di Milano. Sul fronte delle manifestazioni sportive, invece, mentre si avvia a conclusione la stagione dello sci con il Memorial Walter Fontana che ha visto la partecipazione di quasi 2.000 giovani atleti provenienti da 31 nazioni, si stanno già organizzando un primo circuito di golf che toccherà sette campi, di cui sei in Lombardia, le gare di Coppa del mondo di sci d’erba in programma a Santa Caterina Valfurva in agosto e la nuova edizione di Santiago in rosa che quest’anno riporterà i ciclisti in Spagna al santuario di San Giacomo de Compostela.
Inoltre, il prossimo 15 maggio, è in programma un grande evento per ricordare i 25 anni della morte del senatore Walter Fontana a cui è dedicata l’associazione che avrà l’obiettivo di sostenere la raccolta fondi per l’acceleratore lineare del San Gerardo di Monza.
All’incontro hanno fatto il loro “debutto” in veste di consiglieri dell’associazione Carlo Bonomi, vicepresidente di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, e Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria, che hanno sottolineato il ruolo sociale dell’impresa e la necessità di contribuire a iniziative come quelle di Cancro Primo Aiuto. Sono intervenuti anche diversi politici, durante l’incontro e la successiva cena, tra cui i due vicepresidenti della Onlus brianzola, gli onorevoli Matteo Salvini e Vinicio Peluffo, e il vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala, che ha voluto sottolineare come «gli imprenditori non si tirano indietro di fronte alle tante iniziative che Cancro Primo Aiuto porta avanti perché vedono poi realizzarsi concretamente i progetti per i quali hanno dato il loro contributo».

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