Cancro Primo Aiuto dona un defibrillatore all’Associazione Brianza per il Cuore

Cancro Primo Aiuto dona un defibrillatore all’Associazione Brianza per il Cuore

Le Onlus monzesi si danno una mano per aiutare gli altri. I vertici di Cancro Primo Aiuto, infatti, hanno deciso di sostenere un’iniziativa dei colleghi di Brianza per il cuore. E oggi hanno fatto dono di un defibrillatore all’associazione monzese impegnata nella sensibilizzazione del territorio e nella divulgazione della “manovra salvavita” di Rianimazione Cardio-Polmonare RCP e dell’utilizzazione del Defibrillatore semiautomatico DAE. Verrà poi donato a una scuola o a un’associazione sportiva del territorio.

“E’ importante che due associazioni, non antitetiche ma fra loro complementari – ha commentato Massimo Manelli, presidente vicario di Cancro Primo Aiuto – si diano una mano nel portare avanti le loro attività. Perché alla fine lo scopo è comune: alleviare le sofferenze dei malati”.

“Questa collaborazione è a dir poco lodevole – gli ha fatto eco Raffaele Cascella, presidente di Brianza per il Cuore – perché consentirà a una scuola o a un centro sportivo di avere un defibrillatore. Saremo poi noi ad occuparci della formazione degli operatori che potranno utilizzarlo”.

Brianza per il Cuore, in collaborazione con l’Unione Società Sportive Monzesi e l’Ufficio Scolastico Provinciale,già coordina il programma “Anche tu puoi salvare una vita”. “Abbiamo già distribuito circa un centinaio di defibrillatori a Monza, dislocati in ambienti interni – ha spiegato Laura Colombo, consigliere di Brianza per il Cuore – L’obiettivo, però, è di installarne altrettanti anche all’esterno perché è fondamentale intervenire nei primi cinque minuti quando si verifica un arresto cardiocircolatorio. Abbiamo già fatto il sopralluogo della città con gli operatori del 118 per individuare i punti dove è più difficile accedere con le ambulanze. Ne abbiamo già collocati una dozzina, di cui cinque nel Parco di Monza, ma abbiamo molte altre richieste”.

Ogni anno in Italia 160.000 persone vengono colpite da attacco cardiaco, una ogni 3-4 minuti. Circa 40.000 non sopravvivono e di queste ben 26.000 muoiono prima di raggiungere l’ospedale, in più della metà dei casi per arresto cardiaco. In tutti i Paesi più avanzati dagli anni Sessanta sono in atto programmi standardizzati per l’addestramento alla RCP anche di personale non sanitario, divenuto indispensabile dalla introduzione dei defibrillatori in grado di ripristinare un regolare ritmo cardiaco nella maggior parte dei casi di fibrillazione ventricolare. Corsi di questo genere sono da tempo portati avanti dall’Associazione Brianza per il Cuore e si spera che presto molti cittadini siano in grado di saper eseguire una manovra semplice ma indispensabile in caso di arresto cardiocircolatorio.

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