Cancro Primo Aiuto dona una Fiat Panda all’Ospedale Borella di Giussano

Cancro Primo Aiuto dona una Fiat Panda all’Ospedale Borella di Giussano

L’associazione Cancro Primo Aiuto ha fatto dono di una Fiat Panda all’ospedale Borella di Giussano. Servirà all’Hospice per il servizio cure palliative domiciliari.

Nell’occasione erano presenti l’assessore alla Sanità di Regione Lombardia, Luciano Bresciani, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Desio e Vimercate, Pietro Caltagirone, il direttore del presidio ospedaliero di Giussano, Giovanni Materia, la direttrice dell’Hospice, Anna Maria Colombo, e i vertici di Cancro Primo Aiuto, il presidente Alessio Barbazza e l’amministratore delegato Flavio Ferrari.

“Questa donazione vuole testimoniare una vicinanza della nostra associazione al territorio – ha spiegato Barbazza – Una capacità che per i medici che qui lavorano è quasi connaturata. In questo modo vogliamo che ci sentiate vicini e partecipi del vostro lavoro”. “E’ la seconda auto che doniamo all’ospedale di Giussano in questi anni – ha continuato Ferrari – oltre a due figure professionali che qui lavorano e sono supportate da Cancro Primo Aiuto. Questo significa che crediamo in questa struttura e nel modo in cui lavorano. Sono fiducioso che questo esempio possa essere imitato da altri. Al Borella aiutano anche altre associazioni di volontariato: lavoriamo in sinergia a favore dei malati che sono al centro di tutte le nostre decisioni e iniziative”.

A proposito di volontariato, significativo è stato l’intervento del direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Desio e Vimercate: “Come l’acqua è essenziale per il corpo – ha detto Caltagirone – così il volontariato lo è per i nostri ospedali. Inoltre, Cancro Primo Aiuto ha saputo costruire negli anni una ‘ragnatela’ di rapporti che oggi le consente di essere un punto di riferimento per molti ospedali”.

Non sono mancati i ringraziamenti. Innanzitutto da parte del direttore del presidio ospedaliero di Giussano il quale, oltre a ricordare che “altrimenti l’auto non si sarebbe potuta acquistare” perché i soldi non ci sono, ha sottolineato come la donazione della Panda abbia anche un valore “morale, perché testimonianza dell’apprezzamento del lavoro che viene fatto”. E poi da parte della direttrice dell’Hospice perché “i nostri pazienti – ha detto Anna Maria Colombo – hanno bisogno di un rapporto diretto con i parenti e con noi: e quest’auto ci permette di farlo e di dare un supporto ulteriore così da garantire un raccordo col territorio”.

Anche l’assessore alla Sanità di Regione Lombardia ha evidenziato il prezioso lavoro che Cancro Primo Aiuto sta svolgendo in tutta la regione. Ma non ha potuto esimersi dall’evidenziare con una, nota di rammarico, la carenza di fondi da parte dello Stato che “in futuro – ha dichiarato – rischia di non consentirci di portare avanti quei progetti, soprattutto nel campo del monitoraggio degli interventi sui malati oncologici cronici, che ci eravamo prefissi”.

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