Cancro Primo Aiuto dona un’auto alla CRI di Lecco per rispondere all’emergenza Covid-19

Cancro Primo Aiuto dona un’auto alla CRI di Lecco per rispondere all’emergenza Covid-19

Servirà ai volontari per svolgere al meglio i servizi socio-assistenziali, in netta crescita, come portare pacchi alimentari e medicinali ad anziani, persone sole e a quelli confinati in casa per la malattia

Un Fiat Doblò per consentire ai volontari di portare pacchi alimentari, medicinali ed effettuare i servizi spesa che sono sempre più richiesti in questo periodo di emergenza Covid-19. E’ quello che Cancro Primo Aiuto ha donato quest’oggi, presso la concessionaria Penati di Casatenovo, alla Croce Rossa di Lecco, rispondendo prontamente a una loro richiesta.
«In questo periodo, per la pandemia che ci ha colpito, i nostri pochi dipendenti e volontari sono in prima linea dalla mattina alla sera – ha scritto nei giorni scorsi la presidente della CRI lecchese, Giovanna Brambilla, al vicepresidente di Cancro Primo Aiuto, Antonio Bartesaghi – Oltre all’attività sanitaria con le autoambulanze, consegniamo i farmaci a domicilio, diamo aiuti alimentari e siamo attivati anche per servizio spesa a domicilio per persone anziani e fragili, ritiriamo dai parenti biancheria pulita che al desk dell’Ospedale viene smistata e recapitata ai degenti nei vari reparti. Però alcuni nostri mezzi utilizzati per lo svolgimento delle attività sociali sono vecchi e abbiamo la necessità urgente di sostituirli».
«Era una richiesta a cui non potevamo restare indifferenti – ha detto Bartesaghi consegnando le chiavi dell’auto al vice presidente del Comitato e referente della sezione di Galbiate Giuseppe Spreafico – Per questo ci siamo subito mobilitati e in poco tempo abbiamo approntato un mezzo che oggi doniamo con piacere alla Cri di Lecco: so che verrà utilizzato anche nel resto del Comprensorio Lecchese della Croce Rossa Italiana, a cui fanno capo le sedi operative di Ballabio, Galbiate e Premana. Siamo molto orgogliosi perché ancora una volta dimostriamo concretezza e vicinanza al territorio, anche in un contesto non oncologico. Quando c’è necessità dobbiamo rispondere tutti». Con lui era presente anche il presidente vicario di sede, Andrea Dell’Orto.
«I servizi sociali li abbiamo sempre fati ma in misura minore rispetto all’attuale emergenza Covid ha detto Spreafico – Oltre alle necessità preesistenti ora si aggiunge quella della consegna farmaci alle persone in quarantena o impossibilità e ritiro farmaci salvavita, anche dagli ospedali di Milano, dove c’è esigenza. Questo dono è un grosso supporto che ci permetterà di assolvere ancora di più a questi servizi che, come purtroppo si presume, proseguiranno nel tempo».

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