Cena benefica all’Agnelli Cooking Lab per il Progetto Iort

Cena benefica all’Agnelli Cooking Lab per il Progetto Iort

 

Un altro tassello per raggiungere l’obiettivo del Progetto Iort è stato posto mercoledì 9 novembre all’Agnelli Cooking Lab di Lallio. Qui si è svolta una cena benefica il cui ricavato contribuirà a pagare l’aggiornamento tecnologico dell’acceleratore lineare utilizzato per la radioterapia intra-operatoria (Iort) all’Ospedale papa Giovanni XXIII di Bergamo. A gustare i piatti preparati dallo chef Luca Montersino un’ottantina di persone, tra cui i padroni di casa Paolo e Baldassare Agnelli.

«Stiamo per portare a termine questo progetto che ci è stato sollecitato dalla direzione generale dell’Ospedale bergamasco – ha ricordato Flavio Ferrari, amministratore delegato di Cancro Primo Aiuto, l’associazione che ha promosso l’iniziativa – Quando viene evidenziato un bisogno noi cerchiamo di rispondere positivamente. A Bergamo, poi, va sottolineata la sinergia che si è riusciti a portare avanti anche con altre due splendide realtà come l’Associazione Oncologica Bergamasca e l’Associazione Cure Palliative di Bergamo. Questo ci convince ancora una volta di più come sia necessario fare squadra con le associazioni del territorio». «Uno spirito di collaborazione – ha sottolineato a sua volta Arnaldo Minetti, presidente dell’Associazione Cure Palliative di Bergamo – che sta dando risultati a tutti i livelli. Più riusciremo a portare avanti progetti insieme più i malati ne beneficeranno».

L’aggiornamento tecnologico dell’acceleratore lineare utilizzato per la radioterapia intra-operatoria permetterà al’Ospedale bergamasco di continuare a garantire «il meglio che oggi, a livello mondiale, si possa mettere a disposizione per un percorso di cura a una donna malata di cancro al seno – ha assicurato Privato Fenaroli, direttore del reparto di Chirurgia 2 Senologica dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII – E il tutto a carico del sistema sanitario pubblico».

Alla cena è intervenuto anche il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, in rappresentanza anche della moglie Cristina Parodi, madrina di Cancro Primo Aiuto. «E’ un’occasione per appassionarmi a questo progetto – ha dichiarato – E mi ha colpito vedere questa collaborazione tra associazioni: non è scontata. Ma insieme si è più forti e si va più lontano».

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