Creval e Assolombarda a casa di Cancro Primo Aiuto, un incontro per crescere con un occhio alla solidarietà

Creval e Assolombarda a casa di Cancro Primo Aiuto, un incontro per crescere con un occhio alla solidarietà

Se le imprese funzionano, possono anche essere solidali. E’ da questa filosofia che è nato l’incontro tra i vertici del Gruppo Credito Valtellinese e gli imprenditori di Assolombarda Confindustria Milano e Monza e Brianza. A promuoverlo Cancro Primo Aiuto che, con i contributi delle imprese, riesce a portare avanti i suoi progetti a favore dei malati di tumore.
Lunedì 13 marzo, a Villa Walter Fontana a Capriano di Briosco, un folto gruppo di imprenditori lombardi ha incontrato i vertici del Gruppo Bancario Credito Valtellinese per capire come insieme si possa crescere: e così poter fare anche solidarietà. Tema dell’incontro era “Il finanziamento degli investimenti nell’attuale contesto economico e normativo” e sono intervenuti il vicepresidente di Assolombarda, Carlo Bonomi, e i vertici del Creval, il direttore generale Mauro Selvetti e il direttore commerciale Roberto Tarricone.
Bonomi ha focalizzato l’attenzione sulle agevolazioni fiscali consentite dalle leggi. «Oggi ci troviamo in una situazione che definirei la “tempesta perfetta” – ha sottolineato il vicepresidente di Assolombarda – Da una parte ci sono incentivi fiscali importanti, che sarebbe un peccato non sfruttare, e dall’altra un mercato che offre soldi a tassi bassi». Così ha insistito sulle possibilità offerte alle imprese che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo (un credito d’imposta utilizzabile in compensazione offerto dall’ultima legge di Bilancio), sulla “patent box”, un regime opzionale di tassazione agevolata (Ires/Irpef e Irap) per i redditi che derivano dall’utilizzo diretto o indiretto di Intellectual Property Assets – come know-how, marchi e brevetti – a condizione che per lo sviluppo, il mantenimento e l’accrescimento di tali beni venga svolta attività di ricerca e sviluppo, e in particolare ha parlato del super ammortamento (la possibilità di maggiorare del 40% il costo di acquisizione dei beni materiali strumentali nuovi) e dell’iper ammortamento (la possibilità di maggiorare del 150% il costo di acquisizione dei beni materiali strumentali nuovi di “Industria 4.0”).
Selvetti, invece, ha spiegato il punto di vista delle banche di fronte al grande tema del finanziamento, dopo anni di crisi che hanno colpito anche gli istituti di credito. E dopo aver sottolineato che il problema non sono solo i crediti deteriorati, è stato molto esplicito: «Cosa serve per avere l’aiuto delle banche? – ha detto il direttore generale del Creval – Che le imprese presentino piani credibili e soprattutto adeguate probabilità che i flussi di cassa generati riescano a pagare le rate del finanziamento». Questo non vuol dire che ad essere sostenute saranno solo le aziende che vanno bene, ma che, «occorrerà calibrare bene rischi e rendimenti».
E’ poi toccato a Tarricone esporre come si sta muovendo il Gruppo Credito Valtellinese. «Ci siamo focalizzati sulla creazione di un rapporto diverso con le imprese – ha assicurato il direttore commerciale del Creval – intensificando le partnership e puntando sulla reciproca trasparenza, perché occorre una forte condivisione dei piani per poter fare le migliori scelte di finanziamento». Da qui anche la nuova organizzazione corporate che l’istituto valtellinese si è dato proprio per rispondere in modo ancor più puntuale alle esigenze delle imprese. E ha concluso con l’annuncio dell’arrivo di un nuovo plafond di 200 milioni di euro che nei prossimi mesi sarà messo a disposizione per la crescita delle aziende che dimostreranno di avere i requisiti necessari.

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