Da Santiago a Fatima, tutto pronto per la seconda edizione di Santiago in rosa

Da Santiago a Fatima, tutto pronto per la seconda edizione di Santiago in rosa

E’ stata presentata, presso la sala conferenze di Confindustria Monza e Brianza, la seconda edizione di “Santiago in rosa”. La manifestazione promossa dall’Associazione Cancro Primo Aiuto è in programma dal 25 al 29 settembre e avrà come itinerario i quasi 600 km che separano Finisterre (Santiago), in Spagna, dal santuario di Fatima, in Portogallo. L’obiettivo è lo stesso dell’anno scorso: raccogliere fondi che finiranno all’Azienda Ospedaliera “Niguarda” di Milano e all’Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti” di Bergamo per la ricerca e la cura del carcinoma all’endometrio e del carcinoma ovarico.

All’incontro sono intervenuti gli assessori regionali alla Sanità, Luciano Bresciani, e allo Sport e Giovani, Luciana Ruffinelli, il presidente di Confindustria Monza e Brianza, Renato Cerioli, il direttore generale Pasquale Cannatelli e il direttore di Ostetricia e Ginecologia Mario Meroni, dell’Ospedale Niguarda di Milano, il direttore generale Carlo Nicora e il primario di Chirurgia 1 Luca Ansaloni degli Ospedali Riuniti di Bergamo, i vertici di Cancro Primo Aiuto, il presidente Alessio Barbazza, il presidente vicario Massimo Manelli e l’amministratore delegato Flavio Ferrari e il presidente del Comitato tecnico-scientifico dell’associazione Dario Maggioni.

Protagoniste dell’impresa saranno ancora una volta dieci atlete: sei runners che percorreranno “il cammino” in modalità “non stop” alternando la corsa alla camminata in relazione alla difficoltà del fondo e della situazione notte/giorno, e quattro bikers che assicureranno assistenza lungo il percorso.

“La fatica di queste atlete – ha detto il presidente di Cancro Primo Aiuto – è la stessa che ogni giorno gli ammalati che assistiamo devono affrontare nella loro lotta contro il cancro. C’è una vicinanza reale tra loro: soprattutto nei momenti più difficili chi li manda avanti e li fa tenere duro sono il coraggio, la testa, il cuore”.

La campagna di raccolta fondi vede in prima fila l’Atala di Monza, come main sponsor, leader nel mercato delle due ruote, a cui si affiancano Acquaworld, Beta Utensili, Bts, Com-tech, Effebiquattro, Elekta, Esaote, Gruppo Autotorino, Ina Assitalia agenzia generale di Bergamo, Iperal, Malvestiti, Mottolino, Parigi e Tagliabue. Inoltre è prevista la possibilità di sostenere il progetto scientifico attraverso l’acquisto simbolico dei chilometri percorsi dalle atlete: un chilometro ha il costo di un euro. Il concept della raccolta fondi, infatti, è identico: “Quanto sei disposto a correre per la salute delle donne?”

 

Il progetto scientifico

Come accennato, scopo principe di questi progetti è fornire alle strutture sanitarie, ai medici di base convenzionati e alle stesse donne, un’équipe di specialisti dedicata alla diagnosi precoce, alla terapia e all’assistenza di pazienti affette da tumore maligno del corpo uterino (endometrio) e dell’ovaio.

In particolare, per quel che riguarda l’Ospedale Niguarda di Milano, il progetto scientifico di Santiago in rosa andrà a potenziare alcuni aspetti della diagnosi precoce attraverso tecniche non invasive in grado anche di cogliere come la malattia si sta diffondendo “Questa forma tumorale non può prevedere la prevenzione – ha spiegato il direttore di Ostetricia e Ginecologia del Niguarda – ma la diagnosi precoce e la messa in atto immediata della specifica terapia consente di portare oltre i cinque anni di vita il 90% dei casi accertati”. Con l’aiuto di Santiago in rosa si potrà, quindi, rilevare un numero maggiore di casi di neoplasia endometriale e attuare tutte le procedure terapeutiche necessarie alla cura della malattia secondo i criteri scientifici e di qualità internazionali.

Santiago in rosa andrà a finanziare anche un secondo progetto, realizzato in collaborazione con l’A.O. Ospedali Riuniti Bergamo riguardante il carcinoma ovarico, che prevede l’utilizzo di nuove tecniche di intervento: attraverso un approccio multidisciplinare integrato si continuerà nell’analisi sulla validità dell’applicazione di alcuni chemioterapici che si sono dimostrati promettenti nel ridurre il rischio di ricaduta, estendendo la guarigione nel tempo. “Lo studio pilota si è concluso – ha detto l primario di Chirurgia 1 degli Ospedali Riuniti di Bergamo – Ora partiremo con lo studio randomizzato, che durerà un paio d’anni, per capire se la terapia applicata funziona”.

 

Il percorso

Le atlete percorreranno i quasi 600 chilometri del cammino dal 25 al 29 settembre in staffetta continua correndo giorno e notte. Le componenti della squadra si alterneranno in tappe successive per percorrere circa 120 chilometri al giorno, correndo da sole, e circa 25-30 chilometri da percorrere di notte camminando o correndo in coppia. Giorno e notte saranno affiancate e si alterneranno le 4 bikers.

Si parte da Finisterre e il giorno dopo si attraversa Santiago de Compostela per dirigersi poi verso sud. L’attraversamento del confine tra Tui (Spagna) e Valença do Minho (Portogallo) è previsto dopo circa 220 chilometri, mentre alle porte di Fatima si giungerà sabato 29 settembre così da entrare tutti insieme a Fatima il giorno successivo.

 

Le runners

Anna Monzani, medico presso l’ospedale di Monza, è la giovane del gruppo. Ha iniziato con la Maratona di New York. Poi ha continuato con la 100 Km del Sahara in Tunisia, la Sahara Race con Racing the Planet in Egitto che prevede 250 Km in autosufficienza da percorrere in 6 tappe. L’anno scorso ha partecipato per la prima volta alla “Ironman 70.3” gara su tre specialità corsa-bici-nuoto.

Marta Furlanetto, insegnante di Educazione Fisica a Venezia. Ultrarunner, tra le sue esperienze sportive la Lavaredo Ultra Trail, la Gran Trail della Valdign, la Marathon des Sables in Marocco e l’UltraTrail del Monte Bianco.

Maria Raffaella Greco, farmacista vicentina. Ultrarunner ha partecipato alla Maratona del Toubkal in Marocco. Tra le sue esperienze sportive più recenti la Lavaredo Ultra Trail che si corre sotto le Tre cime di Lavaredo, la Boavista Ultra Marathon di 160 KM no stop, il Desert Oman Raid di 170 km. Con Marta ha partecipato quest’anno alla Marathon des Sables in Marocco e l’UltraTrail del Monte Bianco.

Mirjana Pellizzer, è l’atleta croata del gruppo. Presidente dell’associazione delle persone portatrici di handicap a Rovigno (Croazia), proprietaria di un ristorante nella stessa città. L’ultramaratoneta è stata vincitrice della 100 Km del Sahara, protagonista nella 100 Miles of Namib, nella Maratona del Senegal e nella Marathon Extrem del Chott in Tunisia. Nel suo curriculum vanta anche la posizione di 5.a donna nella 100 Km della Brianza 2010. Ha partecipato anche alla 24 ore Campionati Mondiali in Francia. Mirjana è stata vincitrice del Grande Slam dei 4 deserti di Racing the Planet ed è la vincitrice femminile e 4.a assoluta nella gara 50 miles Elephant Ultratrail in Sudafrica 2011.

Rita Tessari, libera professionista con la passione per la corsa e per le “Ultra”. Ha iniziato con diverse partecipazioni alla distanza classica di maratona di km 42,195. E’ stata poi protagonista di numerose corse in montagna per passare successivamente alle ultra e a misurarsi sui percorsi della 100 Km del Sahara in Tunisia, della Lavaredo Ultra Trail sotto le Tre cime di Lavaredo, del Gran Trail della Valdigne. Ama allenarsi sui sentieri del Triangolo Lariano.

Marialuisa Malvestiti, è medico e ha iniziato a correre a all’inizio del 2000. Grazie alla corsa ha toccato tutti i cinque continenti. Nell’ottobre del 2005 ha preso parte alla Chott Marathon Xtrem in Tunisia, negli anni a seguire ha partecipato alla 100 km del Sahara in Tunisia. Nel 2007 ha corso la 100 miles of Namib e la Maratona del Toubkal in Marocco. Marialuisa ha preso parte a diverse gare in autosufficienza: nel deserto del Gobi in Cina, nel deserto dell’Atacama in Cile, nel Deserto di Kimberly in Australia e nella Last Desert Antartide, tutte gare di 250 Km da percorrere in 6 tappe.

 

Le bikers

Romina Dei Cas, nata a Bormio, fino al 2001 è stata atleta delle squadre nazionali di sci alpino gareggiando in Coppa Europa e Coppa del Mondo. Nel 2010 ha conseguito il diploma di istruttore di mountain bike e svolge la professione di maestra MTB presso la Scuola Sci Alta Valtellina a Bormio.

Roberta Anzi, maestra ed allenatrice di sci alpino, maestra e istruttrice di mountain bike S.I.M.B. e Alta Valtellina Bike School ha fatto parte della squadra Nazionale Azzurra di sci alpino.

Viola Anzi, nata a Bormio 26 anni fa, maestra ed allenatrice di sci alpino, partecipa per la prima volta a questa esperienza.

Coordinatore delle bikers sarà:

Eugenio Sosio, maestro di sci alpino, allenatore di club sci alpino ,Maestro – Istruttore di mountain bike Scuola Italiana Mountain Bike (S.I.M.B.) nonché responsabile Alta Valtellina Bike School guiderà le ragazze nella loro impresa.

Condividi questo post