“Gemellaggio” nel nome della solidarietà, Rugby Monza e Grande Brianza Rugby al fianco di Cancro Primo Aiuto

“Gemellaggio” nel nome della solidarietà, Rugby Monza e Grande Brianza Rugby al fianco di Cancro Primo Aiuto

Rugby Monza e Grande Brianza Rugby scendono in campo al fianco di Cancro Primo Aiuto. Un campo chiaramente diverso da quello di casa del Chiolo a Monza, ma dove c’è davvero da lottare perché l’avversario da vincere è il cancro.

Nel campionato di Serie A femminile per il Rugby Monza e in quello di Serie C1 Seniores maschile per il Grande Brianza Rugby sull’abbigliamento degli atleti campeggia, infatti, il logo dell’associazione Cancro Primo Aiuto. Il che permetterà alle prime squadre di rugby monzese di portare in giro per il Paese il messaggio della onlus brianzola.

Il “gemellaggio” sport-solidarietà è stato voluto da Roberto Mazza, presidente della società rugbystica monzese: «Abbiamo conosciuto Cancro Primo Aiuto e le attività che porta avanti sul nostro territorio e non solo – ha spiegato Mazza – Lo sport a questo livello non può che essere vita, passione, voglia di raggiungere gli obiettivi, lottare per qualcosa. Sono gli stessi stati d’animo, anche se su un fronte ben diverso, che vivono gli ammalati di cancro che l’associazione desidera aiutare. Il binomio sport-solidarietà è, quindi, già uno stato di fatto che questa sorta di gemellaggio rende solo più evidente».

Motivazione condivisa anche dai vertici di Cancro Primo Aiuto. «Lo sport comunica anche fatica e sacrificio, in particolare il rugby – ha sostenuto Renato Cerioli, vicepresidente dell’associazione e coordinatore dell’area brianzola – gli stessi che spesso il malato incontra e deve affrontare nel cammino verso la guarigione. Senza dimenticare che questo sport è giustamente considerato tra i più corretti, con quel rispetto e quella disciplina che non si trovano ovunque».

L’iniziativa consentirà a Cancro Primo Aiuto anche di farsi maggiormente conoscere, soprattutto in Lombardia, dove è già presente in una quarantina di strutture ospedaliere.

«Tra piccoli e grandi atleti – ha continuato Mazza – la nostra società coinvolge centinaia di eprsone, compresi i genitori dei più piccoli. Tutti potranno portare il messaggio di Cancro Primo Aiuto innanzitutto nelle loro famiglie e poi sui campi dove andremo a giocare».

«Senza dubbio questo abbinamento che abbiamo già realizzato anche in altre province e con squadre di altri sport – ha concluso Cerioli – ci permetterà di comunicare a più persone chi siamo e cosa facciamo. Così chi avrà bisogno di noi potrà contattarci e usufruire dei nostri servizi».

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