Il Progetto Parrucche sbarca all’Ospedale San Martino di Genova

Il Progetto Parrucche sbarca all’Ospedale San Martino di Genova

L’azione di Cancro Primo Aiuto si estende anche in Liguria. All’Ospedale San Martino di Genova, infatti, ha preso il via il Progetto Parrucche, una delle iniziative che contraddistingue l’azione della Onlus brianzola. Grazie alla collaborazione con l’associazione “Perladonna”,  in spazi messi a disposizione dal Policlinico nell’atrio del nuovo Day Hospital Onco-Ematologico del San Martino Cancer Center, sarà possibile far decollare il progetto. Qui opereranno volontarie che, oltre a rilevare i bisogni delle pazienti e a presentare i servizi a disposizione, introdurranno il progetto ‘Parrucche già attivo in diversi altri ospedali italiani e che consiste nella fornitura assolutamente gratuita di una parrucca che la donna potrà scegliere direttamente presso il punto di ascolto. 

«Ogni anno nella nostra Regione 1.700 donne si ammalano di carcinoma mammario – ha ricordato la professoressa Lucia Del Mastro, coordinatrice della Breast Unit del Policlinico San Martino – Oggi tutte queste donne vengono trattate all’interno delle Breast Unit, il cui compito non è curare il cancro, ma le donne con cancro. Questo significa farsi carico anche di tutte le conseguenze che il trattamento del tumore comporta, tra le quali la caduta dei capelli che certamente è quella con il maggior impatto psicologico».

«Essere accompagnati nel percorso di malattia da chi ha già vissuto l’esperienza costituisce un elemento di fondamentale aiuto per la donna – ha aggiunto l’avvocato Carlotta Farina, presidente dell’associazione “Perladonna” – la nostra associazione farà da tramite per aiutare le donne ad affrontare, con il minor disagio possibile, il problema della caduta dei capelli». 

«Stiamo portando avanti il progetto ‘Parrucche’ ormai da una decina d’anni ed è una delle iniziative che meglio contraddistingue le attività della nostra onlus – ha detto Matteo Rinaldi, vicepresidente per la Liguria di Cancro Primo Aiuto  – siamo presenti in una quarantina di ospedali lombardi, oltre ad avere un nostro centro a Seregno (MB), e ad oggi abbiamo donato quasi 12mila parrucche. Dalla nostra esperienza abbiamo capito come davvero una parrucca possa aiutare a ridurre il trauma della perdita dei capelli. Infatti, l’obiettivo di questo progetto è quello di ridare un po’ di serenità alle ammalate di cancro. Speriamo di poterne dare un po’ anche a molte donne liguri».

«Credo che il valore più importante di questo progetto sia nella sussidiarietà – ha continuato Giovanni Ucci, Direttore Generale dell’Ospedale Policlinico San Martino – vale a dire nell’alleanza, in questa come in altre situazioni, tra associazioni di volontariato e Policlinico per progettare e realizzare servizi nel miglior interesse dei pazienti. Le associazioni sono un bene prezioso non solo per il supporto economico ma per il contributo di idee e di entusiasmo che il volontariato è in grado di offrire. Nel ringraziare l’associazione “Perladonna” e  Cancro Primo Aiuto Onlus per aver reso possibile queste iniziative, mi permetto di estendere un pensiero riconoscente anche a tutte le altre associazioni di volontariato che quotidianamente ci aiutano a migliorare il nostro servizio ai pazienti». 

«Quest’iniziativa – ha concluso l’assessore alla Sanità e Vicepresidente della Regione Liguria Sonia Viale – costituisce un ulteriore importante tassello delle Breast Unit, che con determinazione abbiamo realizzato su tutto il territorio ligure, tra le prime Regioni in Italia. Studi di settore hanno dimostrato che la donna che si rivolge ad un Centro di Senologia (Breast Unit) presenta una percentuale di guarigione superiore del 18% a chi si fa curare in centri non dedicati. In questi centri multidisciplinari specializzati, le pazienti vengono accompagnate, prese per mano in ogni fase della malattia anche sotto il profilo psicologico. Un percorso ancor più efficace in quanto gli specialisti e i pazienti possono contare su un’alleanza forte con le associazioni di pazienti e familiari, che svolgono un ruolo importante di supporto, stimolo e ascolto e a cui va il nostro ringraziamento».

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