Inaugurato il nuovo acceleratore lineare all’Ospedale di Lecco. Cancro Primo Aiuto ha contribuito con 250mila euro

Inaugurato il nuovo acceleratore lineare all’Ospedale di Lecco. Cancro Primo Aiuto ha contribuito con 250mila euro

E’ stato inaugurato quest’oggi, 20 settembre, all’Ospedale Manzoni di Lecco un nuovo acceleratore lineare di ultimissima generazione. Una macchina che vale ben 3 milioni di euro e a cui ha contribuito significativamente anche Cancro Primo Aiuto che nel 2016 ha portato avanti una specifica raccolta fondi che ha permesso di contribuire all’acquisto con 250mila euro. 

Al taglio del nastro sono intervenuti l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, il direttore generale dell’Ospedale Manzoni, Paolo Favini, il presidente di sede di Cancro Primo Aiuto, Antonio Bartesaghi, con l’amministratore delegato Flavio Ferrari, e diversi rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sottosegretario ai Grandi Eventi sportivi di Regione Lombardia, Antonio Rossi che aveva partecipato in prima persona alla raccolta fondi in qualità di testimonial.

L’acceleratore sostituisce uno degli apparati da tempo in attività presso l’Unità Operativa Complessa di Radioterapia di via dell’Eremo, ormai obsoleto e non più all’altezza delle aspettative radioterapiche dei pazienti. L’altro, per quanto riguarda i dispositivi di cui e’ provvisto e il software dedicato, sarà completamente aggiornato.

«La nuova acquisizione – ha detto Favini – consentirà a tutti i pazienti che decidono di affidarsi ai nostri specialisti standard nettamente più avanzati nel trattamento delle neoplasie».

«Nel 2018 – ha spiegato Carlo Soatti, primario della Radioterapia del Manzoni – la nostra struttura ha effettuato quasi 15.000 sedute di radioterapia, prendendo in carico e trattando 729 pazienti».

«Se abbiamo raggiunto questo obbiettivo – ha concluso Bartesaghi – lo dobbiamo anche ai tanti lecchesi che generosamente hanno contribuito alla raccolta fondi che abbiamo organizzato tre anni fa. Adesso la macchina va sfruttata per salvare la vita a tanti lecchesi».

 

 

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