La Lung Unit dell’Ospedale San Gerardo di Monza presentata da Cancro Primo Aiuto

La Lung Unit dell’Ospedale San Gerardo di Monza presentata da Cancro Primo Aiuto

Un modello della sanità lombarda per identificare il percorso diagnostico-terapeutico più adatto delle neoplasie polmonari. Può essere sintetizzata in questo modo la Lung Unit, l’unità polmonare istituita all’Ospedale San Gerardo di Monza di cui s’è parlato lunedì scorso presso Villa Walter Fontana a Capriano di Briosco in un convegno organizzato da Cancro Primo Aiuto. A presentarla a un gruppo di direttori ospedalieri, medici e operatori sanitari provenienti da varie parti di Lombardia sono intervenuti il direttore generale dell’Asst Ospedale San Gerardo di Monza, Matteo Stocco, e tre medici del nosocomio monzese, Paolo Bidoli, direttore dell’Oncologia, Marco Scarci, direttore della Chirurgia toracica, e Diego Cortinovis, direttore della Lung Unit.
«La Lung Unit altro non è che la gestione multidisciplinare integrata del paziente affetto da patologia tumorale maligna toracica – ha esordito Stocco – Oltre a quelli di oncologia, afferiscono all’unità polmonare i referenti di radioterapia, chirurgia toracica, pneumologia, anatomia patologica, biologia molecolare, radiologia, medicina nucleare per valutare in maniera collegiale la gestione dei pazienti per un corretto percorso diagnostico-terapeutico».
«Il tumore al polmone è al primo posto tra le cause di morte per cancro, sia tra gli uomini sia tra le donne – ha continuato Bidoli – Quindi avere una struttura come questa nel nostro ospedale, in un momento in cui le novità in ambito terapeutico sono continue e determinano cambiamenti nelle linee guida per le cure, è fondamentale. Il cancro polmonare oggi è spesso seguito da terapie personalizzate che rende necessaria questa integrazione tra le varie discipline dell’ospedale».
Inoltre, ha spiegato Cortinovis, la presenza di una Lung Unit permette di seguire e coordinare lo sviluppo e l’implementazione di protocolli di ricerca finalizzati alla diagnosi e alla terapia di queste patologie con particolare riferimento al progetto di profilazione biomolecolare e genetica della neoplasia polmonare non a piccole cellule indispensabile per arrivare a determinare terapie sempre più personalizzate in questo sottogruppo di pazienti.
Un ruolo fondamentale, nella cura del tumore polmonare, è spesso rivestito dalla chirurgia. E al San Gerardo, da quando alcuni mesi fa è arrivato il dottor Scarci, si sono compiuti grandi passi avanti, grazie soprattutto a interventi mini-invasivi. «Riusciamo ad asportare un tumore polmonare con una incisione di tre-quattro centimetri – ha dichiarato Scarci – Basta a incisioni profonde e alla divaricazione delle coste: non è più un’operazione dolorosa e il paziente torna a casa in breve tempo, nell’arco di 2-3 giorni».
All’ospedale San Gerardo, dove passano circa 450 nuovi casi di cancro al polmone all’anno, la Lung Unit è un modello che funziona. «Con questa neoplasia i tempi di intervento sono fondamentali – ha concluso Cortinovis – E con il trattamento personalizzato che ora riusciamo a garantire siamo davvero in grado di fare la differenza sull’aspettativa di vita dei pazienti».

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